p 186 .


Capitolo Undici. L'opposizione alla Restaurazione.


Paragrafo 1 . I soggetti.


Il  programma  conservatore  dei sovrani europei  non  era  di  facile
attuazione.  Le  istituzioni politiche ed i rapporti  sociali  che  si
volevano   interamente  o  parzialmente  smantellare   erano   infatti
espressione di una realt sociale che aveva subto mutamenti  profondi
e    irreversibili:   la   trasformazione   in   senso   capitalistico
dell'agricoltura,  l'avvio dello sviluppo industriale,  la  diffusione
della  cultura  illuministica, l'attuarsi di esperienze rivoluzionarie
legate  a ideologie ampiamente diffuse e radicate. La contrapposizione
tra  i  fautori  della  Restaurazione e i protagonisti  delle  istanze
innovatrici fu inevitabile.
     I  primi a manifestare la loro ostilit nei confronti dei sovrani
furono  gli ex ufficiali e gli ex funzionari napoleonici, che, con  il
ritorno   dell'assolutismo,  perdevano  la  posizione   di   prestigio
precedentemente acquisita.
     Contrari   alla  Restaurazione  erano  anche  gli  intellettuali,
borghesi  e aristocratici, sostenitori delle teorie liberali, moderate
o  democratiche,  che,  affermatesi  con  l'Illuminismo,  erano  state
concretamente  applicate  dalla  rivoluzione  americana  e  da  quella
francese,  per  poi  diffondersi in modo  capillare  con  l'espansione
napoleonica.
     Il   ripristino   dei  vecchi  apparati  politico-amministrativi,
l'istituzione  di  barriere doganali e di vincoli di  ogni  genere  al
libero svolgersi della vita economica, suscitarono l'opposizione anche
della borghesia industriale e mercantile, specialmente nei paesi  dove
essa aveva acquisito maggior peso ed una pi acuta consapevolezza  del
suo ruolo sociale.
     Richieste di democratizzazione del sistema politico iniziavano  a
provenire  anche dalla nuova classe del proletariato urbano, formatasi
in diversi paesi in seguito all'industrializzazione.
     Decisamente   ostili  alla  Restaurazione  erano   anche   quelle
nazionalit, che, in Italia, in Polonia, in Germania, nei Balcani,  in
Belgio  e  in  Irlanda,  aspiravano alla realizzazione  di  uno  stato
unitario e indipendente.
